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Ossido Nitrico (NO): Cos’è e a Cosa Serve?

Ossido Nitrico (NO): Cos’è e a Cosa Serve?

Ossido Nitrico (NO): Cos’è e a Cosa Serve?

 

La storia inizia nel 1988 quando tre “signori”: Furchgott, Ignarro, e Murrad si aggiudicarono il premio Nobel per aver utilizzato questo gas a scopo medico. Fu la prima volta che si vide una molecola gassosa essere creata da una cellula, diffusa ad un’altra ed agire poi come una molecola segnale su quest’ultima. Il NO viene sintetizzato a partire da ossigeno ed arginina grazie all’azione degli enzimi NO-sintasi ed attraverso una reazione multifasica e molto complessa.

 

L’ossido di azoto (NO), impropriamente chiamato ossido nitrico, è una specie chimica reattiva di natura radicalica centrata sull’azoto. Considerato per decenni un gas altamente inquinante – responsabile, tra l’altro, del cosiddetto “buco dell’ozono” – solo in epoca molto recente esso è stato individuato come uno dei più potenti mediatori biochimici che gli organismi viventi producono al loro interno al fine di controllare molte delle loro funzioni (1).

 

Cosa fa l’ossido nitrico? A cosa serve?

 

L’ossido nitrico ha tanti usi:
riveste un ruolo chiave nei processi biologici come vasodilatazione e aumento del flusso sanguigno
i pazienti che soffrono di problemi cardiovascolari e polmonari rispondono bene alla somministrazione poiché permette di migliorare la respirazione
è un vasodilatatore che aiuta in caso di dolore ischemico o angina diminuendo la pressione sul cuore. In questo modo migliora le funzioni cardiovascolari
è un ingrediente principale d’integratori creati per accrescere l’energia durante il body building. Fa crescere i muscoli, migliora le prestazioni e accresce la resistenza.
I Benefici della Vasodilatazione
Per vasodilatazione si intende un aumento del calibro dei vasi sanguigni conseguente al rilassamento della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, in particolare delle arterie, delle arteriole e delle vene di grande calibro. Come diretta conseguenza avremo anzitutto un aumento del lume dei vasi e, soprattutto per le arteriole,una diminuzione della pressione arteriosa.

 A livello sportivo la cosa è sicuramente favorevole. Durante l’attività fisica assistiamo difatti ad un aumento della pressione arteriosa per via delle maggiori richieste di ossigeno e nutrienti al muscolo. I processi di vasodilatazione permettono quindi, a parità di pressione, di assicurare lo stesso quantitativo di molecole richieste. Ma questo non è l’unico aspetto benefico, difatti negli sport anaerobici lattacidi il corpo deve far fronte ad un’altra necessità, ossia quella di smaltire l’acido lattico prodotto, un aumento del lume dei vasi permette quindi di svolgere più efficacemente anche questo meccanismo.

 Dunque all’atto pratico possiamo riassumere i benefici della vasodilatazione in questi punti:

 1. Aumento della prestazione aerobica grazie al maggior apporto di ossigeno.

 2. Aumento della prestazione anaerobica grazie al maggior tasso di smaltimento di lattato.

 3. Aumento della prestazione in generale e del recupero grazie al maggior apporto di nutrienti.

 

Quindi no, non si parla solo di bodybuilding.

 

Ok, posti i benefici andiamo a vedere come si può intervenire in questo senso, quali alimenti ed integratori possono aiutarci?

 La strada più battuta, in tal senso, è stata la somministrazione di dosi generose di L-arginina per via orale. Infatti, come si è detto in precedenza, questo amminoacido semi-essenziale (10) è il diretto precursore dell’NO (2).

 Studi condotti hanno confermato ed esteso le potenziali indicazioni “terapeutiche” della L-arginina che, sia come tale – grazie all’attività immuno- ed endocrino-modulatrice – sia, soprattutto, come precursore dell’NO, si sta rivelando particolarmente utile nel trattamento di numerosissime patologie, dalle varie forme cliniche della cardiopatia ischemica, quale l’angina pectoris, alla claudicatio intermittens, dall’ipertensione arteriosa all’insufficienza cardiaca congestizia, dalla preeclampsia alla disfunzione erettile (16-19). Inoltre, gli effetti dell’integrazione alimentare con L-arginina sono stati valutati anche nella terapia dell’AIDS, del diabete, della sindrome X, di alcune malattie gastrointestinali, dell’infertilità maschile e femminile, della cistite interstiziale e della demenza senile, con risultati molto interessanti (16, 20). Infine, esperimenti condotti su topi indicano che la L-arginina migliora le prestazioni muscolari in regime di esercizio aerobico attraverso un aumento della produzione di NO, e ciò conferma il già noto ruolo di questo amminoacido sulle performance atletiche (21).

 Nel complesso, quindi, i dati sperimentali e quelli clinici qui analizzati, dimostrano univocamente che l’aggiunta di moderate quantità di L-arginina alla dieta abituale può migliorare alcune condizioni fisio-patologiche attraverso un aumento della sintesi endogena dell’NO, importantissimo mediatore biologico, di cui l’amminoacido è il diretto precursore.

 Oggi sono disponibili numerose formulazioni orali a base di L-arginina, tra le quali andrebbero preferite quelle arricchite con antiossidanti, quali il selenio. Infatti, in talune circostanze, quali quelle legate allo stress ossidativo (squilibrio fra produzione ed inattivazione di specie reattive dell’ossigeno, quali l’anione superossido) l’NO, pur prodotto in quantità adeguate, viene rapidamente convertito in sottoprodotti biologicamente inattivi o addirittura tossici (es. perossinitrito). Pertanto, sebbene la L-arginina possa esercitare di per sé un’azione anti-radicalica (22), la presenza di un antiossidante nella sua formulazione, è potenzialmente in grado di aumentare in maniera più efficiente la “biodisponibilità” dell’NO, sia fornendo il precursore fisiologico (L-arginina) sia neutralizzando le specie chimiche reattive che tenderebbero ad inattivarlo (selenio).

 Le “dosi” di L-arginina da assumere variano a seconda delle indicazioni (23). Ovviamente, come per qualsiasi sostanza introdotta nel nostro organismo, vale la precauzione di ordine generale di consultare il medico prima dell’uso e di non abusare di queste formulazioni in termini di dosi e/o durata del trattamento. In particolare, sebbene alla usuali dosi, la L-arginina è ben tollerata – in quanto amminoacido normalmente presente nelle proteine – essa non dovrebbe essere assunta da soggetti in trattamento con altri farmaci che potenziano l’azione dell’NO, aumentando il rischio di tossicità da superdosaggio (23).

 

Bibliografia

 

  • Brennan PA, Moncada S. From pollutant gas to biological messenger: the diverse actions of nitric oxide in cancer. Ann R Coll Surg Engl. 2002. 84(2): 75-78.
  • Ignarro LJ. Nitric oxide: a unique endogenous signalling molecule in vascular biology. The Nobel Prize 1998 Medicine/Physiology Lecture. 1988.
  • Snyder SH. Nitric oxide: first in a new class of neurotransmitters?Science. 1992. 257: 494-496.
  • Förstermann U, Boissel J-P, Kleinert H. Expressional control of the ‘constitutive’ isoforms of nitric oxide synthase (NOS I and NOS III). FASEB J. 1998. 12: 773–790.
  • Ignarro LJ, Napoli C, Loscalzo J. Nitric oxide donors and cardiovascular agents modulating the bioactivity of nitric oxide. An Overview. 2002. Circ Res. 90: 21-28.
  • Ignarro LJ. Biological effects of nitric oxide. Proceedings of the “1stInternational meeting on nitric oxide. From basic science to clinical evidence”. Barcelona,Spain. 2003, May, 24. 2003.
  • Ignarro LJ. Plenary lecture. Proceedings of the “1stInternational meeting on nitric oxide. From basic science to clinical evidence”. Barcelona,Spain. 2003, May, 24. 2003.
  • Channon KM, Qian HS, George SE. Nitric oxide synthase in atherosclerosis and vascular injury. Insights from experimental gene therapy. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2000. 20: 1873–1881.
  • Fujiwara N, Osanai T, Kamada T, Katoh T, Takahashi K, Okumura K. Study on the relationship between plasma nitrite and nitrate level and salt sensitivity in human hypertension modulation of nitric oxide synthesis by salt intake. Circulation. 2000. 101: 856-861.
  • Lehninger AL, Nelson DL, Coc MM.Principi di Biochimica. 1994. 2: 563. Zanichelli, Bologna. II Ed.
  • WitteMB, Thornton FJ, Tantry U, Barbul A.L-Arginine supplementation enhances diabetic wound healing: involvement of the nitric oxide synthase and arginase pathways. Metabolism.2002. 51(10): 1269-1273.
  • Popov D, Costache G, Georgescu A, Enache M. Beneficial effects of L-arginine supplementation in experimental hyperlipemia-hyperglycemia in the hamster. Cell Tissue Res.2002. 308 (1): 109-120.
  • Kawano T, Nomura M, Nisikado A, Nakaya Y, Ito S.Supplementation of L-arginine improves hypertension and lipid metabolism but not insulin resistance in diabetic rats. Life Sci. 2003. 73 (23): 3017-3026.
  • Kohli R, Meininger CJ, Haynes TE, Yan W, Self JT, Wu G. DietaryL-arginine supplementation enhances endothelial nitric oxide synthesis in streptozotocin-induced diabetic rats. J Nutr. 2004.134(3): 600-608.
  • de Jonge WJ, Kwikkers KL, te Velde AA, van Deventer SJ, Nolte MA, Mebius RE, Ruijter JM, Lamers MC, Lamers WH.Arginine deficiency affects early B cell maturation and lymphoid organ development in transgenic mice. J Clin Invest. 2002. 110 (10): 1539-1548.
  • AppletonJ.Arginine: clinical potential of a semi-essential amino acid. Altern Med Rev. 2002. 7 (6): 512-522.
  • Wu G, Meininger CJ.Arginine nutrition and cardiovascular function. J Nutr.2000. 130: 2626–2629.
  • Palloshi A, Fragasso G, Piatti P, Monti LD, Setola E, Valsecchi G, Galluccio E, Chierchia SL, Margonato A.Effect of oral L-arginine on blood pressure and symptoms and endothelial function in patients with systemic hypertension, positive exercise tests, and normal coronary arteries. Am J Cardiol. 2004. 3 (7): 933-935.
  • Stanislavov R, Nikolova V.Treatment of erectile dysfunction with pycnogenol and L-arginine. J Sex Marital Ther. 2003. 29 (3): 207-213.
  • Battaglia C.Adjuvant L-arginine treatment for in-vitro fertilization in poor responder patients. Hum Reprod. 1999. 14 (7): 1690-1697.
  • Maxwell AJ, Ho H-KV, Le CQ, Lin PS, Bernstein S, Cooke JP.L-arginine enhances aerobic exercise capacity in association with augmented nitric oxide production. J Appl Physiol. 2001. 90: 933–938.
  • Jablecka A, Checinski P, Krauss H, Micker M, Ast J.The influence of two different doses of L-arginine oral supplementation on nitric oxide (NO) concentration and total antioxidant status (TAS) in atherosclerotic patients. Med Sci Monit. 2004. 10 (1): CR29-CR32.
  • Fried R, Merrell WC.The arginine solution.1999. Warner Books.

 

Riassunto

 L’ossido nitrico (NO) è una specie chimica reattiva centrata sull’azoto prodotta negli organismi viventi a partire dall’amminoacido semi-essenziale L-arginina, grazie all’azione catalitica dell’enzima ossido nitrico sintetasi. Generato quasi ubiquitariamente nell’organismo umano, l’NO modula una serie importantissima di funzioni biologiche a livello di quasi tutti gli organi e sistemi. L’aggiunta di L-arginina alla dieta è in grado di ripristinare la biodisponibilità dell’NO, revertendo almeno in parte gli effetti sfavorevoli di alcune condizioni morbose – in primis ipertensione arteriosa e disfunzione rettile – legate a deficit di questo importante mediatore biochimico.

 

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Che cos’è l’ acido clorogenico

Prima di parlare degli effetti che può avere sull’organismo umano, cerchiamo di capire che cos’è l’ acido clorogenico e come viene ricavato.

L’ acido clorogenico, chimicamente parlando, è l’estere dell’acido caffeico e con l’acido chinico. In parole più semplici, si forma attraverso una serie di reazioni da sostanze meno complesse. L’aspetto più importante di questa molecola è la sua origine naturale. Infatti, è presente in diversi alimenti comunemente consumati come il caffè, le patate e le prugne.

Caratteristiche

Una delle caratteristiche più interessanti di questa sostanza, è la sua azione antiossidante. Gli antiossidanti sono composti che si oppongono alle reazioni di ossidazione (comuni nel corpo umano) e che contribuiscono a lottare contro i radicali liberi, molecole polarizzate che favoriscono l’invecchiamento precoce dell’organismo.

Come si ricava l’ acido clorogenico

Come già detto, sono moltissimi gli alimenti che contengono l’ acido clorogenico, ma quello utilizzato più comunemente per la produzione di integratori è senza dubbio il caffè (in particolare la varietà Arabica). La lavorazione a cui vengono sottoposti i chicchi è tuttavia molto diversa da quella che tutti conosciamo e che consente di gustarci ogni mattina la classica bevanda.

Normalmente, infatti, i frutti della pianta del caffè vengono tostati (ossia sottoposti a un riscaldamento ad altissime temperature). Questo processo, purtroppo, distrugge la maggior parte delle sostanze nutritive presenti originariamente nei chicchi e, di conseguenza, ne riduce l’apporto nutrizionale.

Per questo motivo, per la produzione di acido clorogenico, i frutti vengono raccolti in fase di maturazione e spremuti per ottenere la sostanza desiderata, senza che vengano sottoposti a procedure a caldo. Proprio perchè non vengono “cotti”, spesso ci si riferisce ai chicchi parlando di caffè verde.

Dimagrire con l’ acido clorogenico

Negli ultimi tempi, sul mercato compaiono sempre più integratori alimentari completamente naturali che, secondo i produttori, aiutano le persone a perdere peso. Tra questi, uno che ha avuto molto successo è senza dubbio l’ acido clorogenico. Cerchiamo di capire come funziona e quali risultati si possono ottenere cominciando ad assumere questa sostanza.

Presente nella dieta di tutti i giorni

Molti dei principi attivi degli integratori dimagranti vengono sintetizzati in laboratorio (aprendo spesso delle discussioni riguardo alla loro sicurezza per la salute dell’uomo). Per questo, è normale chiedersi se la sostanza di cui stiamo parlando possa creare dei problemi. Forse non tutti sanno che l’acido clorogenico è costantemente presente sulle tavole degli italiani. Questa molecola, infatti, è un antiossidante appartenente alla famiglia dei polifenoli, compare in moltissimi alimenti come le patate, le prugne, le pesche e, in particolare, il caffè.
A questo punto la domanda potrebbe sorgere spontanea: se l’acido clorogenico aiuta a dimagrire, basta aumentare l’assunzione di cibi che lo contengono per ottenere gli effetti desiderati? La risposta, naturalmente, è no. Questo perchè per raggiungere il dosaggio di principio attivo sufficiente per favorire la perdita di peso, sarebbe necessario consumare circa due chili di prugne oppure dieci tazzine di caffè al giorno. È evidente che questa soluzione non è affatto praticabile.

Strumento per sconfiggere l’obesità

L’obesità è la piaga sociale del terzo millennio, nel mondo occidentale. Nei paesi più ricchi, infatti, l’alimentazione poco equilibrata e l’assenza di esercizio provocano spesso l’incontrollato aumento del peso corporeo. Per questo motivo, moltissime persone sono alla ricerca di una via che consenta loro di rimettersi in forma senza troppi sacrifici. A questo proposito, l’ acido clorogenico può essere la soluzione.
Questa sostanza, infatti, agisce direttamente sul metabolismo dei grassi e degli zuccheri, riducendone l’assorbimento e favorendone il consumo per la produzione di energia. In questo modo è possibile perdere peso in maniera più semplice e senza essere costretti a pesanti rinunce. E al momento non menzioniamo gli altri grandi benefici che l’ acido clorogenico può provocare all’organismo.

Proprietà

È tempo di capire cosa esattamente può fare l’ acido clorogenico per la nostra salute. Di seguito sono riportati i benefici più importanti di questa molecola.

 

L’ acido clorogenico per dimagrire
La caratteristica che ha reso più diffuso il consumo di acido clorogenico nel mondo occidentale è senza dubbio il suo potere dimagrante. L’azione che svolge questa sostanza all’interno dell’organismo è triplice. Innanzitutto riduce l’assorbimento dei grassi: in particolare, permette il transito delle molecole lipidiche attraverso l’intestino senza che queste vengano assimilate. In secondo luogo, interviene nel metabolismo degli zuccheri, limitandone l’accumulo e diminuendone il rilascio in circolo (stabilizzando la glicemia). In questo modo, non solo favorisce il consumo dei grassi per la produzione di energia, ma abbassa radicalmente il rischio di contrarre il diabete di tipo II. Infine, accelera il metabolismo: aumenta, quindi, la velocità con cui le sostanze nutritive vengono bruciate durante i processi vitali.

In questo modo, l’acido clorogenico consente di tenere il peso sotto controllo, riducendo sensibilmente il rischio di obesità. Naturalmente, questa sostanza non può fare miracoli da sola, soprattutto se il grasso da smaltire è in grande quantità. In questo caso, per ottenere dei risultati degni di nota e, soprattutto, veloci, è necessario abbinare al consumo di acido clorogenico un radicale cambiamento al proprio stile di vita (in particolare, alimentazione sana e esercizio fisico).

L’ acido clorogenico contro le malattie del sistema cardiovascolare
Il cuore è il motore che permette all’uomo di vivere. Non c’è alcun dubbio riguardo l’importanza di proteggerlo e mantenerlo in salute. L’acido clorogenico può svolgere un ruolo molto importante, in questo senso. Infatti, è in grado di ridurre drasticamente i livelli sanguigni di colesterolo LDL (una molecola lipidica responsabile della formazione di placche fibrose sulle pareti dei vasi, che con il tempo possono aumentare il rischio di essere soggetti a ictus o infarto), mantenendo stabili quelli di colesterolo HDL (la controparte “buona”, che protegge il buon funzionamento del muscolo cardiaco e del sistema nervoso centrale).

Un altro importante fattore di rischio per la salute del cuore è l’ipertensione, di cui soffrono milioni di persone nel mondo. L’acido clorogenico, favorendo la perdita di peso (e quindi contrastando l’obesità) e riducendo il colesterolo, permette al sistema circolatorio di funzionare correttamente, diminuendo conseguentemente la pressione arteriosa e prevenendo così l’affaticamento cardiaco.

L’ acido clorogenico per il sistema nervoso centrale
La concentrazione e l’attenzione sono molto importanti, sia nella vita lavorativa che in quella familiare. Spesso, ci si sente stanchi a causa delle fatiche di tutti i giorni. L’acido clorogenico, mantenendo alta la velocità del metabolismo, consente la produzione costante di energia. Di conseguenza, il cervello continua a ricevere nutrimento durante tutta la giornata e, in questo modo, si incrementa il rendimento e la produttività.

Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato la capacità dell’acido clorogenico di migliorare sensibilmente la memoria (sia a breve sia a lungo termine). Pare che i risultati possano migliorare con il consumo di questa sostanza a lungo termine. Proprio per questa proprietà, gli scienziati ritengano che si possa tentare un approccio al trattamento dei sintomi del morbo di Alzheimer e di altre malattie neurologiche degenerative. Naturalmente non si parla di una cura vera e propria, ma di uno strumento per rallentarne il decorso.

L’ acido clorogenico a supporto del sistema immunitario
L’acido clorogenico è uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura. Queste molecole, sono in grado di sostenere l’azione del sistema immunitario nella lotta contro i radicali liberi, principale causa dell’invecchiamento cellulare. In questo modo, l’organismo si mantiene giovane e maggiormente in grado di difendersi contro gli agenti esterni (virus, batteri e tossine).

L’acido clorogenico si è rivelato particolarmente efficace per combattere la tosse, per prevenire alcune forme tumorali (cancro al colon e al fegato) e per proteggere la pelle dai raggi solari, mantenendola luminosa ed elastica più a lungo.

L’ acido clorogenico contro l’artrite reumatoide
Recenti studi hanno dimostrato come l’assunzione regolare di acido clorogenico possa aiutare a gestire l’artrite reumatoide, un’infiammazione cronica delle articolazioni che può portare a invalidità permanente. I risultati della ricerca fanno pensare che questo principio attivo possa essere utilizzato come un efficace rimedio per ridurre i sintomi di questa patologia.
L’ acido clorogenico e il metabolismo
È stato osservato che l’acido clorogenico interviene direttamente in alcuni importanti processi metabolici dell’organismo umano. In particolare, agisce direttamente sul fegato, non solo accelerando la velocità con cui quest’organo consuma le sostanze nutritive assimilate per la produzione di energia, ma regolando il rilascio di glucosio nella circolazione (stabilizzando quindi la glicemia).

Inoltre, l’acido clorogenico influenza in modo determinante la digestione. Per essere più precisi, riduce l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri da parte dell’intestino, permettendo il transito e l’eliminazione di questo tipo di nutrienti. In questo modo, di fatto, diminuisce l’apporto calorico di ogni pasto.

L’acido clorogenico e i radicali liberi
I radicali liberi sono molecole cariche elettricamente, che si formano normalmente come prodotto di scarto nelle normali reazioni chimiche all’interno dell’organismo. Il sole, lo smog e il fumo sono tra le principali cause esterne della formazione di queste particelle. Con il passare degli anni, i radicali liberi cominciano ad aumentare in numero, cominciando a danneggiare le cellule del corpo (tramite ossidazione) e, di conseguenza, provocando l’invecchiamento dei tessuti.

L’acido clorogenico, secondo gli scienziati, è uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura. In parole più semplici, è in grado di neutralizzare i radicali liberi, riducendone l’impatto nocivo sull’organismo e, sostanzialmente, rallentandone i processi distruttivi. In questo modo, contribuisce a prevenire molte patologie legate al trascorrere degli anni.

Fonte

 

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Caffè  verde contro caffè nero

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Prima della popolarità del caffè verde, la maggior parte delle persone pensava  che il caffè e solo caffè, indipendentemente dal colore. Ma lo sapevi che ci sono molte differenze tra Caffè Verde e il Caffè Nero?

 

 

BENEFICI DEL CAFFÈ VERDE

  • I chicchi di caffè verde non vengono tostati.
  • Sono molto ricchi di antiossidanti.
  • Gli antiossidanti nel caffè verde rallentano l’invecchiamento e aiutano  il  corpo nel combattere i radicali liberi.
  • L’ingrediente attivo nei chicchi del caffè verde,  l’acido clorogenico (CGA) aumenta il metabolismo, riduce l’assorbimento dei grassi e migliora la salute. L’acido clorogenico viene distrutto una volta che il chicco di caffè è stato tostato.
  • Il caffè verde aiuta a dimagrire se abbinato a una dieta ricca di alimenti naturali.
  • Il caffè verde contiene meno caffeina rispetto alla controparte del caffè nero.
  • Gli studi hanno dimostrato che il caffè verde può abbassare il colesterolo nel fegato e migliorare la tolleranza al glucosio.

 

 

BENEFICI DEL CAFFÈ NERO

  • Contenuto di calorie molto basso per una bevanda diversa dall’acqua. Il caffè nero contiene solo 2 calorie per una porzione da 227 gr. di caffè. Per ottenere i risultati ottimali del caffè nero, è meglio berlo nero. Una volta aggiunto il latte e i zuccheri, è possibile inibire tutti i benefici del caffè nero.
  • Il caffè nero è stato collegato alla prevenzione del cancro. La Harvard Medical School segnala un legame tra i bevitori di caffè e il loro basso rischio di cancro del fegato, del colon, della mammella e del retto.
  • Contiene antiossidanti (anche se il livello di antiossidanti non è così alto come nel caffè verde).
  • Ricco di caffeina
  • Migliora la concentrazione e il focus mentale.
  • Può causare irritabilità, mal di stomaco e aumento della frequenza cardiaca.
  • I bevitori di caffè nero possono avere un minor rischio di diabete secondo la Harvard Medical School.

Il caffè verde è un ottimo modo per perdere peso in modo naturale. Quando è accompagnato da una dieta salutare, la perdita di peso può essere notevole. È sempre meglio consultare il proprio medico prima di introdurre nuovi supplementi dietetici nella propria dieta.

 

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SOD Superossido Dismutasi

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È un processo enzimatico che avviene nel nostro corpo ed è, in pratica, la trasformazione dei radicali liberi in sostanze innocue.

Per tale motivo, usare integratori alimentari il cui principio attivo è la superossido dismutasi, è molto utile per combattere le gli effetti causate da diverse patologie

Funzione
Il nostro organismo, crea normalmente radicali liberi, in particolare quelli dell’ossigeno o ROS, durante processi di produzione di energia e di difesa immunitaria. I radicali liberi, come l’anione radicale superossido, sono sostanze molto reattive perché contengono un elettrone spaiato. Ciò rende queste molecole particolarmente instabili e continuamente alla ricerca dell’elettrone mancante, che cercano di sottrarre alle molecole vicine, rendendole a loro volta instabili. Questo meccanismo è chiamato ossidazione ed è alla base dell’invecchiamento cellulare e della maggior parte delle malattie da accumulo di radicali liberi.
Normalmente nel nostro organismo la produzione di ROS è controllata da enzimi ad azione antiossidante, come la superossido dismutasi o SOD e da molecole contenute nei cibi. In caso di patologie o di malfunzionamento di questo sistema di controllo, viene alterato l’equilibrio a vantaggio di una maggiore concentrazione di radicali liberi.

Tale fenomeno prende il nome di stress ossidativo e può manifestarsi in loco, ma può via via coinvolgere i tessuti circostanti. Il tessuto nervoso è uno dei più suscettibili all’attacco dei dai ROS perché presenta un metabolismo più attivo.

La SOD neutralizza rapidamente l’anione radicale superossido, il primo e più tossico di una lunga catena di radicali liberi. Quindi, la SOD gioca un ruolo centrale nella risposta dell’organismo al danno da ROS

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Il Fungo Siberiano Chaga ha la più alta quantità di SOD di tutti i nutrienti finora scoperti, esso ne contiene ben cinquanta volte di più degli frutti e altri funghi medicinali.

Confronto dei livelli di SOD attivi in alcuni frutti e funghi medicinali rispetto al Chaga.
(kunit SOD eq per Liter)

Fonte: Ingram, Cass. D.O. Wild Forest Chaga. The King of All Herbs, Mushroom of Immortality. 2010.

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Fungo Chaga: Il Segreto Di Stato Sovietico

 

Dagli anni ’50, l’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) ha intrapreso una ricerca con circa 1200 eminenti scienziati che hanno condotto più di 3.000 esperimenti su oltre 500.000 persone per studiare gli effetti degli adattogeni sul corpo umano.

Un adattogeno è una sostanza che modifica la risposta dell’organismo allo stress. Il governo sovietico ordinò ad atleti, astronauti e altre persone dell’élite sovietica di assumere adattogeni ogni giorno per migliorare le prestazioni fisiche e mentali. Uno di questi adattogeni era il Chaga.

I risultati di questi studi sono stati un segreto sovietico protetto per circa 40 anni.

Tra tutti questi adattogeni, il Chaga è risultato essere il più potente e sembra essere uno dei motivi per cui gli atleti russi riuscivano a vincere su tutti gli altri. Oggi si ritiene che fino al 80% di tutte le malattie possono essere efficacemente trattate con gli adattogeni. Infatti questi composti risultano presenti nelle piante più curative al mondo come il Reishi, l’Aloe, Pau d’Arco, ecc ed il Chaga sembra essere il potente.

 

Cos’è il Chaga?

 

Chaga o per dargli il suo nome scientifico, Inonotus obliquo è un tipo di fungo che cresce sugli alberi di betulla della Siberia e di altre regioni fredde come l’Alaska e Canada settentrionale. Mentre è spesso definito come un fungo, il fungo chaga non assomiglia ad alcun fungo che c’è familiare e botanici sono indecisi se debba essere classificato come un fungo.

Diversamente da i funghi, il fungo Chaga ha un disco esterno che assomiglia a carbone bruciato con interni di color ruggine. Essi possono pesare più di 30 chili e crescere in una varietà di forme fino a 12 pollici di diametro. Il rapporto di Chaga con la betulla è simbiotica; aiutano l’albero che rimanga sano, di crescere e può anche aiutare un albero malato di recuperare una volta inserito sull’albero danneggiato.

Le sostanze chimiche e i processi che aiutano la betulla, sono anche di grande aiuto per la salute umana, per questo il fungo Chaga è stato usato per secoli e forse anche migliaia di anni da varie culture che hanno familiarità con i suoi benefici. Gli Siberiani indigeni lo hanno macinato  e aggiunto ai loro stufati e zuppe al fine di potenziare il sistema immunitario e scongiurare malattie degenerative.

E ‘stato osservato che Inuit siberiani avevano significativamente maggiore durata della vita di Inuit da regioni in cui essi non utilizzano il fungo Chaga, e anche che le malattie degenerative erano estremamente rare nelle aree della Siberia, dove il fungo Chaga è stato comunemente consumato. In Europa orientale, Chaga è stato tradizionalmente usato come trattamento per malattie della pelle come l’eczema e per i disturbi delle vie respiratorie come la bronchite. Operatori tradizionali cinesi e coreani hanno anche fatto uso di Chaga fin dai tempi antichi e rimane popolare in medicina asiatica fino a oggi.

Informazione

QUESTO ARTICOLO RIGUARDO IL FUNGO CHAGA È STATO SCRITTO SULLA BASE DI INFORMAZIONI ESTRATTE DA VARIE RICERCHE SCIENTIFICHE EFFETTUATE NEGLI ANNI DA RINOMATI SCIENZIATI E PUBBLICATI SUL SITO WWW.PUBMED.GOV (BIBLIOTECA NAZIONALE DELLA MEDICINA DEGLI STATI UNITI – ISTITUTI NAZIONALI DI SALUTE). I LINK DELLE RICERCHE SONO PUBBLICATE IN FONDO ALL’ARTICOLO

Fungo Chaga: Vantaggi per la Salute

Chaga contiene quantità molto significative di potenti antiossidanti ad ampio spettro per applicazioni sanitarie. Altri ingredienti chiave includono polisaccaridi, fitosteroli e triterpeni, come botulino e acido Betulinico che danno al fungo Chaga una vasta gamma di benefici terapeutici.  

Perossido ergosterolo  è specificamente un componente medicalmente interessante di Chaga. Perossido ergosterolo ha dimostrato capacità antiinfiammatori, antivirali e capacità immunosoppressivi in laboratorio.

Il fungo Chaga è considerato un adattogeno; una sostanza che aiuta a normalizzare le funzioni del corpo-equilibrio. La ricerca ha dimostrato che il fungo Chaga potrebbe stimolare la risposta immunitaria e contemporaneamente ridurre l’infiammazione a differenza della maggior parte farmaci che hanno tipicamente uno o l’altro effetto.

1. Fungo Chaga: Un’Antiossidante Molto Potente

Chaga contiene quantità molto significative di potenti antiossidanti ad ampio spettro per applicazioni sanitarie. Altri ingredienti chiave includono polisaccaridi, fitosteroli e triterpeni, come botulino e acido Betulinico che danno al fungo Chaga una vasta gamma di benefici terapeutici.

Perossido ergosterolo è specificamente un componente medicalmente interessante di Chaga. Perossido ergosterolo ha dimostrato capacità antiinfiammatori, antivirali e capacità immunosoppressivi in laboratorio.

Il fungo Chaga è considerato un adattogeno; una sostanza che aiuta a normalizzare le funzioni del corpo-equilibrio. La ricerca ha dimostrato che il fungo Chaga potrebbe stimolare la risposta immunitaria e contemporaneamente ridurre l’infiammazione a differenza della maggior parte farmaci che hanno tipicamente uno o l’altro effetto.

Misurazione (SOD)

(clicca sopra l’immagine per ingrandire)

Misurazione (SOD)

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2. Fungo Chaga: Migliora le Difese Immunitarie

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

3. Fungo Chaga: Migliora le Condizioni Infiammatorie

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

4. Fungo Chaga: Ulcere e Gastrite

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

5. Fungo Chaga: La Salute del Cuore

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

6. Fungo Chaga: Prevenzione Malattie Degenerative

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

7. Fungo Chaga: Digestione

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

8. Fungo Chaga: Salute Della Pelle

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

9. Fungo Chaga: Disintossicazione del Fegato

Una varietà di composti contenuti nel chaga come Acido Betulinico e Inotodiol lavorano per ridurre l’infiammazioni pericolose nel corpo. Le infiammazione possono essere estremamente dannose e lasciate incontrollate potrebbero portare a condizioni gravi come malattie cardiache, ictus, ipertensione e l’artrite reumatoide.

10. Fungo Chaga: Contro lo Stress

In cima a tutte le meravigliose capacità di Chaga, è anche considerato un adattogeno. Gli Adattogeni aiutano a mantenere il corpo in equilibrio, facendo in modo che tutti i sistemi siano equilibrati. Mantenendo un equilibrio e la tranquillità nell’organismo, si è maggiormente in grado di far fronte a situazioni stressanti.

In genere durante situazioni di stress la prima risposta del corpo è quello di rilasciare un’ondata di ormoni dello stress, che contribuiscono a sensazioni di stanchezza e stress. La Gestione dello stress è necessaria per mantenere la salute, così, alla fine di una brutta giornata, rilassarsi con una tazza di tè calmante Chaga e consigliato.

Effetti Collaterali e Considerazioni

In cima a tutte le meravigliose capacità di Chaga, è anche considerato un adattogeno. Gli Adattogeni aiutano a mantenere il corpo in equilibrio, facendo in modo che tutti i sistemi siano equilibrati. Mantenendo un equilibrio e la tranquillità nell’organismo, si è maggiormente in grado di far fronte a situazioni stressanti.

In genere durante situazioni di stress la prima risposta del corpo è quello di rilasciare un’ondata di ormoni dello stress, che contribuiscono a sensazioni di stanchezza e stress. La Gestione dello stress è necessaria per mantenere la salute, così, alla fine di una brutta giornata, rilassarsi con una tazza di tè calmante Chaga e consigliato.

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